martedì 5 agosto 2014

Moses Pendleton e Momix…

È un’idea alchemica di mescolare le cose e vedere cosa si sviluppa. A volte cambiando un solo elemento, come la musica o un costume, si può dare nuova vita ad ogni cosa. I Momix sono sempre un costante mix di musica, costumi, luci e ombre, video, danzatori, teatro, coreografia e illusione e come tutti questi elementi interagiscono e connettono.

Movimenti planari, creature non umane, danzatori con più arti, effetto di assenza di gravità, illusioni ottiche sorprendenti. Possiamo parlare di una dimensione extra-danza?
È una danza senza confini, potremmo dire così, e lo spettacolo ha sempre fatto parte della danza. Infatti, in realtà, io non penso in termini di danza, ma più in termini di immagini in movimento. Credo davvero che vada al di là della danza e diventi molto più teatro fisico, visuale.

La Sua fonte di ispirazione nel modo in cui estende le possibilità del corpo umano?
Ho sempre attinto le immagini dal mondo delle piante, degli animali e dei minerali. Il mio interesse consiste in come la forma umana si relazioni a forme non-umane.

Cosa è la natura per Moses Pendetlon e cosa è l’arte?
Sono interessato alla magia. E la natura, per sua natura, è illusionistica, cosa che mi ha sempre affascinato. Concordo con Monet – che la paesaggistica sia una forma d’arte.

Per Lei che importanza ha l’improvvisazione?
Noi utilizziamo l’improvvisazione per scoprire nuove idee e movimenti attingendo dall’inconscio. Inizialmente non si dovrebbe pensare troppo e bisognerebbe lasciare il corpo associare liberamente e rispondere organicamente alla musica o ad un arredo scenico e poi curare ed organizzare tutto il materiale grezzo generato da questo processo. La parte di improvvisazione è molto divertente. La cosa difficile è correggerlo ed organizzarlo in qualcosa che possa essere presentato sul palcoscenico.

Fantasia o realtà?
Come fantasista, la fantasia è la mia realtà.

Come converte il Suo mondo interiore in arte?
Attraverso l’interazione tra piante, persone, musica, attraverso l’interno e l’esterno la via è sempre aperta. Tendo a vivere all’esterno e portare me stesso all’interno quando sono in studio. E poi vedo cosa succede.

Il Suo processo di creazione ha origine da una sorta di necessità profondamente radicata nella Sua mente o da stimoli esterni?
Sono sicuro che lo devo fare, non so il perché. Ma ho bisogno di stimoli, tutti ne abbiamo bisogno.
 notare i dettagli..

..uscir da un vicoletto e ritrovar se stessi.. :)

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in vendita presso l'Atelier Del Cima - Pietrasanta

..Ho poi saputo che il sei è il beniamino di natura: l'esagono perfetto eseguito dalle api, dai fiocchi di neve, dal ghiaccio, dai cristalli...
                                                Erri De Luca
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lunedì 30 giugno 2014


M.Alkimia design per Pesi e Vinci 
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C'è un punto nel mio corpo dove i sensi convergono. Allora un rumore diventa un odore, uno sfioramento coincide con un gusto in bocca. I sensi hanno una stazione centrale da dove si smistano.
Erri De Luca
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I piedi raggiunti dal mare mi scuotono dall'intruglio dei pensieri.
Erri De Luca